"Sei mesi fa, proprio in questo luogo, ho parlato di bassa crescita e alto debito. Ma ho parlato anche di resilienza: paesi che sopravvivono a grandi shock grazie a fondamentali solidi e politiche flessibili. Questa
resilienza è messa nuovamente alla prova dal riavvio del sistema commerciale globale" E' quanto affermato dal
Kristalina Georgieva, direttrice del FMI, nella conferenza stampa che anticipa le assemblee primaverili, in agenda la prossima settimana a Washington, e le p
revisioni economiche aggiornate del Fondo Monetario.
Nel nuovo
World Economic Outlook, il Fondo Monetario sta tentando di
"quantificare i costi" legati alla guerra tariffaria. Si attendono - ha avvertito -
"marcate revisioni al ribasso" delle stime di
crescita ed "aumenti delle previsioni di inflazione per alcuni paesi", di riflesso alle ricadute dei dazi commerciali annunciati dagli USA e delle rappresaglie adottate su scala globale, ma
"non (si prevede) una recessione".
Parlando delle
tensioni commerciali, la direttrice del FMI le ha paragonate ad una "pentola che ha bollito a lungo e ora sta traboccando". "In larga misura, ciò che vediamo è il risultato di
un'erosione della fiducia: fiducia nel sistema internazionale e fiducia tra i paesi", ha spiegato Georgieva, citando quali effetti il crollo dei salari, l'aumento delle diseguaglianze, l'affermazione del protezionismo.
Georgieva, ha
"messo in guardia" dall'aumento della volatilità dei mercati finanziari e dall'
incertezza sulle politiche commerciali, che hanno
"aumentato le tensioni sui mercati finanziari". In particolare, nelle ultime settimane, "abbiamo visto
movimenti inusuali in alcuni mercati chiave dei titoli di Stato e valutari". "Nonostante l'elevata incertezza, il
dollaro si è deprezzato e le curve sui Treasuries hanno disegnato un 'sorriso', cioè i tassi sono prima saliti, poi ridiscesi, poi risaliti; questo non è il tipo di sorriso che uno vuole vedere", ha ammesso la direttrice del Fondo Monetario, parlando di
"movimenti vanno presi come un campanello d'allarme". Parlando dei flussi di capitali, Georgieva ha ricordato che il
mercato statunitense ha raggiunto il 72% del PIL, una dimensione enorme che distrae i flussi di capitali dal fluire verso altri impieghi.
Parlando della situazione degli
Stati Uniti, Georgieva ricorda che la sfida chiave è
"mettere il debito federale su un percorso discendente" e per farlo
" serviranno tagli rilevanti al deficit" ed una
"riforma della spesa". "Ridurre il debito federale - ha aggiunto - "rafforzerebbe la resilienza e al tempo stesso ridurrebbe i deficit di partite correnti".